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Nota; il capitolo è di sole venti pagine invece che quaranta.

Capitolo 4

Silver Cord

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Nell’oscurità, un’ombra si muove decantando versi di un antico poema. Altrove un uomo si accorge dell’essere, comprendendo che la sua presenza significa la fine di una vita.
Yoshino si ritrova in un ospedale, portata da Shura per sincerarsi delle sue condizioni dopo la lotta. Shura si scusa, perché avendolo incontrato ora anche lei sarà un bersaglio degli uomini contro cui combatte; gli assassini della gilda “I senza volto”.
Yoshino non capisce, ma all’improvviso si materializza un filo d’argento legato al suo collo che un essere apparso dal nulla cerca di recidere. Dal canto che l’essere recita, Shura capisce che si tratta di Pluton, il dio decantato nella Divina Commedia come colui che recide i fili d’argento della vita degli uomini. Pluton concorda, lui è ora un senza volto, e ha rinunciato alla sua umanità per recidere le vite.
Shura lo blocca impedendogli di recidere il filo di Yoshino deridendolo per il fatto di farsi passare per un dio, quando non è altro che un assassino.
Pluton non si scompone, concordando ancora una volta, che sì lui è solo un’assassino ed è per quel compito che si trova lì, per ucciderli!
Un nuovo venuto blocca il nuovo colpo dell’essere, è il dottore dell’ospedale, che gli chiede cortesemente di andarsene.
Shura comprende subito che non si tratta di un’uomo comune, sentendo un grande cosmo provenire da lui. Il dottore conferma chiamandolo per nome e dichiarando di averlo già conosciuto in passato. Shura è sorpreso, perché non ricorda di averlo mai conosciuto.
Ma il dottore fermando Pluton con catene di cosmo, afferma che il loro incontro è nel passato per lui, ma nel futuro per Shura, e si presenta come Shun di Andromeda, accorso lì in suo aiuto!
Il tempo è a quanto pare mischiato per via della lotta contro Chronos, cosa succederà ora?

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