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Nota: Il numero di Champion Red Ichigo contenente questo capitolo è l’ultimo, in quanto la rivista chiude i battenti. A quanto sembra, la serializzazione del G continuerà sul web, di cui il prossimo capitolo è atteso per ottobre.

Capitolo 3

Avanzamento

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Lancillotto e Shura sono uno di fronte all’altro, pronti per uno scontro mortale. Pregustandolo, Lancillotto ride, e quando il Capricorno gli chiede il motivo della sua risata, il gladiatore ricorda l’era mitologica, in cui per la sua infedeltà con Ginevra, fu bandito da Camelot, ma che per la sua amata, uccise poi tutti i cavalieri della tavola rotonda, eccetto uno, che ora finalmente si ritrova dinnanzi; il suo re, Artù.
Ma Shura ribatte che non è il suo re e che lo affronterà per impedirgli di fare altre stragi. Ma Lancillotto continua dicendo che è molto tempo che cerca avversari da affrontare, e da portare nel castello della felicità, dove si incontrava con Ginevra, castello che ora si trova sulla terra.
Alla stazione, Aiolia è ancora con Yoshino e, notanto la sua fame, le va a prendere del Ramen istantaneo che poi scalda col cosmo. Mangiando Yoshino gli chiede come sia possibile che sia riuscita a vedere il mostro incendiario e Aiolia ammette che alle persone comuni esso era invisibile, pertanto la ragazza deve possedere un potere particolare, un potere chiamato cosmo. E dopo averle spiegato in cosa consiste, Aiolia la invita a raggiungere Shura, preoccupato di ciò che sta per succedere.
Tornati alla piazza, Shura osserva una costruzione urbana, dubitando che possa essere il castello nominato da Lancillotto, ma il gladiatore conferma che quella è una costruzione fallace, a rappresentanza della debolezza degli uomini e che sarà lì che i gladiatori si affronteranno per dimostrare i loro poteri, per dimostrare chi di loro sia il più forte.
Shura non concorda con questa affermazione, per lui un potere accresciuto solo per sé stessi non vale nulla, perché la forza esiste solo per proteggere gli altri, è questa che si chiama “giustizia”.
Ma Lancillotto deride l’ideologia del cavaliere, ed è pronto a distruggerla cominciando dal cavaliere!
Con tutta la sua forza, Lancillotto materializza la sua spada, l’Holy Sword Embodiment, per unirla al colpo Holy Sword Tower, creando un immensa croce di luce che lancia contro Shura.
In lontananza, Aiolia, vede la croce di luce e assiste alla distruzione creata dal suo infrangersi col suolo. Chiedendosi chi l’abbia creata, riceve risposta dalla civetta di Athena; a farlo è stato un gladiatore, il nemico di Shura e di Athena anche.
Compreso questo, Aiolia raggiunge la piazza, assistendo alle risate di Lancillotto che deride il suo re che alla fine non era poi così forte, per poi rivolgersi al nuovo cavaliere per nulla spaventato dal doverlo affrontare. Ma Aiolia lo ferma, perché il suo avversario non è ancora caduto.
Dalle macerie, infatti, emerge Shura senza elmo e ferito, ma per nulla sconfitto, tanto da rifiutare la mano offertagli dal giovane leone.
Lancillotto è entusiasta al vedere il suo avversario ancora in piedi, così da poter prolungare ancora la loro lotta. Così felice, il gladiatore replica l’attacco precedente, ma questa volta Shura lo blocca a mani nude e, decido a dimostrargli il valore della giustizia, spezza la croce grazie alla sua spada sacra; Excalibur.
Lancillotto è sia sorpreso che felice al vedere la forza dell’avversario e, sparendo in un vortice, dichiara che il loro saluto è terminato e gli promette di rivederlo presto.
Rimasti soli, Aiolia porge l’elmo al Capricorno comprendendo quale sia il vero nemico di Athena, ma quando Shura prova a spiegargli, Aiolia conferma che lui rimane comunque il suo assassino, perché è questa la sua missione. Ma se questi gladiatori sono veramente nemici di Athena, una volta sconfitti, il cavaliere potrebbe essere perdonato, perciò decide di seguirlo, per aiutarlo nella sua battaglia in nome di Athena!

 

 

 

 

 

 

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