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Lost Canvas – Capitolo 160

La forma che avremmo dovuto avere

Aspros resta solo con l’Armatura d’Oro vuota del fratello e afferma di sentirsi come se la sua vita si fosse per metà estinta assieme a quella di Deuteros. Subito si dirige all’Atelier di Hades per fare rapporto ed il dio nota che l’aspetto dello specter è tornato identico a quello che aveva in vita, coi capelli chiari. Aspros risponde che ciò è dovuto alla morte dell’avversario, poichè la colorazione scura dei suoi capelli era senz’altro legata all’effetto, ormai svanito, nel Genro Mao Ken. Il dio offre le spalle allo specter e continua a dipingere, chiedendogli se adesso si sente più vicino alla realizzazione delle sue ambizioni. Aspros risponde affermativamente e si appresta a colpire Hades che, aspettandosi l’attacco a tradimento, lo blocca con la punta del suo pennello. Il dio riconosce che non era possibile fare troppo affidamento su un criminale come Aspros e ordina che torni ad essere polvere, ma il Cavaliere resta integro e sfoggia l’Armatura d’Oro dei Gemelli, spiegando al Signore degli Inferi che ora non sta fruendo della vita fittizia concessagli, bensì sta della vita  di suo fratello, che si è immolato per liberarlo dalla soggezione a Hades. Aspros riflette sul fatto che lui ed il fratello non avrebbero mai dovuto vivere contrapposti, ma avrebbero dovuto vivere e combattere uniti, cosa che finalmente possono fare adesso. Gemini usa la Galaxian Explosion contro il dio, ma lo scontro è fermato da un misterioso figuro che entra in groppa ad un cavallo alato, suscitando apparentemente il disappunto di Hades, che lo riconosce come Yoma di Mephistophele, il padre di colui che gli è al contempo amico e nemesi.

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