Rate this post

Lost Canvas – Capitolo 142

Separarsi nel mare di nubi

 

La morte di Sisiphus sprona i Cavalieri ad oltrepassare la Porta della Lost Canvas. La nave sembra entrare in un oceano misterioso di nuvole e i Cavalieri ne perdono il controllo. Tenma afferma che bisogna proseguire senza paura, ma Yato gli chiede se non sia meglio andasse al fianco di Sasha, specie ora che il Cavaliere del Sagittario, suo tutore fin da bambina, è caduto in battaglia. Tenma dice all’amico che non è il caso, perchè Sasha deve comportarsi come il suo ruolo di Atena esige e lui deve mantenere il contegno proprio di ogni suo Cavaliere. Inoltre, lui e la dea non han bisogno di parole per comprendere ciò che alberga nel cuore dell’altro. Unicorno ammette di essere stato a lungo geloso del rapporto tra Tenma e Sasha, pensando dipendesse dal loro conoscersi fin dall’infanzia e dall’essere cresciuti nello stesso orfanotrofio, ma poi, combattendo al fianco di Pegasus, Yato ha compreso qauanto difficile fosse il compito di Tenma e quanto il giovane compagno si battesse disperatamente e generosamente. Compreso questo, Yato ha iniziato a rispettarlo ed a volergli bene. Intanto, la nave attraversa un’arcata in cui viene consigliato di “abbandonare gli affetti del passato”. Tenma capisce che dev’essere una trappola ed infatti inizia a sentire dietro di lui le voci dei ragazzi dell’orfanotrofio, di Dohko, di El Cid, Manigoldo ed altre persone amate defunte. Il ragazzo non riesce a resistere e sta per voltarsi a guardare, ma Yato gli ferma la testa. L’Unicorno vuole salvare l’amico dal pericolo:lui, Yuzuriha e tutti coloro che erano sul ponte della nave si sono voltati, ascoltando le voci dei loro cari, e sono rimasti pietrificati. Sul punto di mutarsi in pietra, Yato esorta Tenma a continuare a battersi al fianco di Atena. Davanti a Tenma, in lacrime per l’apparente morte dell’amico, appare uno specter, Caronte dell’Acheronte, che sghignazza per la fine dell’armata di Atena

Be Sociable, Share!