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Lost Canvas – Capitolo 139

La Porta della Verità

I soldati del Grande Tempio, appena scesi dalla nave per varcare il portone d’ingresso alla Lost Canvas, cadono al suolo privi di vita per effetto della musica malefica di Pharaoh, il guardiano dell’ingresso alla fortezza di Hades. Tenma e Yato restano sgomenti, altri Cavalieri di Bronzo capiscono che è necessario far qualcosa prima che siano tutti annientati, quindi attaccano in massa la porta difesa dallo specter, ma i colpi tornano indietro e li travolgono. Pharaoh spiega che quel portone è come il cuore del dio degli Inferi, può aprirsi solo con la fede e la verità, mentre respinge i bugiardi. Come già per Radamantis, la musica strapperà i cuori dei Sacri Guerrieri per posarli sul piatto della Bilancia maledetta e valutare se sono puri, in equilibrio con la piuma di Maat, oppure mendaci e più pesanti del simbolo della Verità. I Cavalieri vengono giudicati negativamente e periscono ad uno ad uno. Pharaoh chiede alla dea Atena se ciò non significhi che, infine, gli ideali di cui i guerrieri del Grande Tempio son sempre stati fieri non siano tutto un inganno. Sasha difende la sua Armata e chiede al nemico di sottoporsi alla prova della Bilancia, ma viene fermata da Pegasus, che non vuol far rischiare Atena. In Jamir, intanto, Aiacos sta dando l’ultimo saluto a Violet. Le taglia una ciocca di capelli per disperderla nel vento, ion memoria di quando la ragazza danzava per lui nei cieli, e le dice che tra poco saranno nuovamente insieme. Infatti sa che alle sue spalle vi è il suo assassino, Kagaho di Bennu. La Fenice Egizia è incaricata di eliminare l’ormai ripudiato Giudice di Garuda, del quale prenderà il posto. Aiacos dice all’emissario di Hades che in fondo non ha rimpianti perchè, in fondo, il suo ruolo di Comandante infernale lo aveva sempre avvertito come distante. Offrendo il petto al pugno di Kagaho, Aiacos si prepara a morire, ma il Corona Blast di Bennu si limita a distruggere i resti della Surplice di Garuda. Kagaho dice che colui il quale vede qualcosa di diverso dalla Morte, come successo ora ad Aiacos, non è più qualificabile come specter. Tuttavia, date le sue ferite, l’uomo morirà presto per cui non è necessario infierire. Bennu consiglia all’ex Giudice di vivere gli ultimi giorni della sua esistenza tornando ad essere l’ umano di un tempo, ossia Suikyo. Vedendo Kagaho allontanarsi, seppur sofferente per le precedenti ferite, Aiacos si domanda se l’ex compagno sarà in grado di vivere come impone il ruolo di specter. Alle porte della Lost Canvas, Tenma è pronto a subìre il Balance of Course di Pharaoh, ma, dall’interno dell’Arca, appare Sisiphus, con una benda sugli occhi ciechi. Il Cavaliere d’Oro, ancora ferito dalla Galactica Death Bring di Aiacos,  dice a Tenma ed a tutti i suoi compagni che loro incarnano la Speranza e quindi non possono gettare la loro vita tanto facilmente, anche perchè sacrificandosi in vano farebbero soffrire Atena. Pharaoh lo schernisce, chiedendogli come intenda agire, dal momento che, per accedere ai Templi delle Stelle Malefiche, è necessario varcare quel portone. Il Sagittario risponde che sarà lui a sottoporsi al giudizio malefico del Balance of Course. Sisiphus offre il cuore alla Bilancia che, con sorpresa dello specter, è perfettamente in equilibrio e la porta della Lost Canvas inizia a schiudersi. Il Cavaliere d’Oro spiega che, in realtà, quello di Sphynx era un falso giudizio poichè lo specter faceva pendere la Bilancia maledetta a suo piacimento. Però la fede che lui prova per Atena è troppo grande per cedere a tale inganno. Pregando la dea di condedergli l’onore di lottare al suo fianco per sempre e strappandosi via le bende dagli occhi, il Sagittario abbatte Pharaoh con un solo pugno. La via per il castello di Hades sembra ormai spalancata.

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