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Lost Canvas – Capitolo 131

La caduta di Garuda

Sisiphus è gravemente ferito dai colpi di Aiacos, ma si rialza per difendere Tenma e Yato dalla furia del Giudice. Lo specter si complimenta con il Cavaliere d’Oro per avere ancora la forza di reggersi in piedi, tuttavia gli ricorda che il suo Galactica Death Bring sta producendo ancora i suoi effetti e presto lo ucciderà. Sisiphus dice al nemico che non gli importa di vivere o morire, ma solo di proteggere Atena e i suoi compagni. Se per farlo dovrà distruggere il suo stesso corpo, non esiterà a farlo. Quindi il Sagittario si accieca con le sue stesse mani, provocando lo stupore del Giudice, che però gli comunica l’inutilità del gesto: il Galactica Death Bring colpisce il cervello anche se il nemico sfugge la vista degli Occhi Galattici. Sisiphus contraddice Garuda, affermando di essersi privato della vista solo per portare velocemente il suo cosmo ai limiti estremi. Tenma, dentro la nave divina, avverte un cosmo simile a quello raggiunto da Asmita della Vergine quando attivò il rosario dei frutti della Magnolia. Il Sagittario è si è spinto fino all’Ottavo Senso e,  prima che Aiacos possa colpirlo, gli trafigge il torace, spazzandolo via e spedendolo dentro il suo brigantino. Prima di precipitare, Garuda chiede al nemico come possa aver sviluppato tanta forza all’improvviso ed il Sagittario gli risponde che la differenza tra loro è che lo specter si batte per sè stesso, mentre lui si erge a difesa dei suoi compagni e sorretto da questi. Annuendo, il Giudice precipita verso il suo vascello, provocando un’esplosione. La battaglia mortale sembra essere conclusa.

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